mercoledì 30 maggio 2012

Cose a caso 2

• Mentre ero ferma ad aspettare il tram sono stata scambiata per una del posto e una ragazza tedesca mi ha chiesto informazioni sulle strade lì intorno. Sorprendentemente sono riuscita a dare informazioni corrette. Mi sono sentita un drago!

• Catwoman si è lamentata perché ho usato la lavatrice per fare il bucato. Scusa se non ho un armadio di completini di pelle a mia disposizione ma solo una piccola valigia azzurra con vestiario alquanto limitato. E poi io pago l'affitto, quindi taci.

• Sono andata con un'amica al Barer 47 e ci siamo godute la serata fino a quando non sono venuti a chiedere gentilmente di liberare il tavolino per gli altri clienti. Ehi, io sto ancora bevendo il mio drink! Dato che ci sentivamo gli occhi addosso abbiamo deciso di accontentarlo e cambiare location. "Ma ve ne andate già?". Eh si, mi stai praticamente cacciando, pensi che io abbia voglia di continuare la serata qui o tantomeno lasciarti il Trinkgeld? Te lo scordi!

• Mi hanno detto che all'Englischer Garten c'è una zona riservata ai naturisti/nudisti, quindi bisogna fare attenzione al posto che si sceglie per stendere il proprio telo e godersi un po' di sole, perché il vicino di prato potrebbe magicamente togliersi tutti i vestiti e rimanere come mamma l'ha fatto. Io sono sicura di non essere andata nella zona nudisti, ma non sono altrettanto sicura che il tizio barbuto dietro di me avesse lo slip... non ho voluto/osato indagare.

• Una delle cose che mi piacciono di più di questo paese sono i Biergarten. Basta che compri da bere e per il resto puoi anche apparecchiare un tavolo intero con tanto di tovaglia e cestino da picnic che nessuno ti dice niente, anzi, è normale.

• L'altra sera ho visto il Party Tram o Party Bahn o come si chiama: una festa su rotaia. Prima o poi anch'io voglio salirci!!!

•  Sia benedetta Santa Madre IKEA di Svezia per le offerte speciali, i mobili relativamente a buon mercato e una fermata dell'autobus dedicata. Oh, e per le polpettine di carne con la marmellata di mirtilli rossi, che qua in Germania si trovano anche al banchetto degli hotdog dopo le casse nel mini menù spuntino (polpettine + bibite a volontà a soli 2,50 €).

• Catwoman indossa sempre lo stesso vestito, quello famoso di pelle che ha comprato la settimana scorsa. Insomma, passa da una tuta (di pelle) all'altra (da ciclismo). L'altro giorno l'ho sorpresa che inalava qualcosa di sospetto: non ho detto niente, ma si vede che il mio sguardo tradiva i miei pensieri ("ommioddio, ma questa si dopa per andare in bicicletta???") e lei ha subito puntualizzato "no no, niente di strano! E' per l'asma, sai, sono allergica alla polvere". Ragazza mia, sei allergica e vivi in un appartamento che è praticamente una Disneyworld delle polveri sottili; oh, e non dimentichiamo che hai un gatto. Non è che ti fa molto bene questa cosa. Posso capire l'affezione verso gli animali domestici, ma quella verso la polvere no: armati di mascherina e dai una pulita!

• Ho scoperto qual'è la causa della puzza di pantegana morta che viene dalla lavastoviglie (anche quando ha completato il ciclo di lavaggio): la ciotola del gatto. Purino, non è colpa sua ma della padrona. Meno male che io, non fidandomi dell'odore, procedo sempre a un lavaggio preliminare di pentole, piatti, bicchieri e posate ad ogni pasto (senza farmi vedere dalla zwischen-coinquilina che potrebbe aver da ridire sul presunto spreco di acqua).

• Ho visto il più brutto pancione da birra della storia, che spuntava flaccido da una t-shirt modello "questo è l'ombelico del mondo". E il proprietario di cotanta molliccia abbondanza si è pure dato una grattatina in diretta: una specie di budino umano. Che brutta visione...

venerdì 25 maggio 2012

Cose a caso

Un paio di cose a caso che mi è capitato di vedere in questi giorni.

• Vedere sulla prima pagina di un giornare abbandonato in metropolitana, sopra la notizia del terremoto in Emilia, un articolo su come superare lo shock della sconfitta del Bayern in finale di Champions League, con tanto di foto di due tifosi disperati in lacrime e la scritta "i consigli dello psicoterapeuta per affrontare il trauma".

• Uomini vestiti elegantissimi, con completi gessati e cravatte di seta, scarpe così lucide che ci si può specchiare e... lo zainetto da trekking sulle spalle. Ma una ventriquattrore no?

• Persone (uomini e donne) con il risvolto dei pantaloni solo da un lato (quello destro), fino al polpaccio. Non gli è esplosa una tubatura in casa o in ufficio, lo fanno per non sporcarsi con la catena della bicicletta... che poi io è una vita che giro in bicicletta nella mia città e non ho mai sentito l'esigenza di "rimboccarmi i calzoni" (e non me li sono mai sporcati)...

• Prendere il Tram 19 attraversare la Theatinerstraße e vedere ogni genere di fauna femminile: biondone in tristi completi neri che si credono top-model a una sfilata; una ragazza con gli occhi a mandorla che rispetto alle sopracitate biondone compensa l'altezza minuta con dei trampoli degni di applauso e sicuramente conosce Giorgio, Valentino, Louis, Coco & Co. (molto probabilmente lavora in una boutique); una ragazza che si potrebbe definire color cappuccino con un vestito di voile blu petrolio cortissimo e trasparentissimo, ma che passa quasi in secondo piano rispetto ai suoi capelli biondi stile afro (vi assicuro che non era una parrucca!!!).

• Provare una grandissima stima per un ragazzo con una specie di imbragatura bionica alla gamba che nell'ora di punta della metro riesce a rimanere in piedi di fronte alla porta d'uscita in perfetto equilibrio con il solo aiuto delle stampelle, nonostante la grazia dimostrata dal conducente nell'inchiodare ad ogni fermata.

• Genitori irresponsabili che lasciano correre la propria bambina in qua e in là fra corsie di tram, autobus e macchine di fronte l'Hauptbahnhof (!!!) e che, dopo tipo 2-3 tentativi di suicidio del pargolo, si limitano a tirarle un po' l'orecchio e ammonirla con "Quando ti dico di stare ferma, devi stare ferma!", poi coccolarla perché si mette a piangere... Genitore - lo stai facendo nel modo sbagliato. Epic fail.

• Zwischen-coinquilina che ti mostra orgogliosa il suo nuovo, aggressivo vestitino di pelle trovato a una svendita e ti chiede "come sto?" guardandoti come un bambino che ti mostra il suo nuovo giocattolo. "Sembri la cugina ariana di Catwoman, ti manca solo il frustino e poi puoi andare a fustigare gli uomini stasera!", ma mi sono limitata a dire "Mmm... bellinooo! Ti sta proprio beeeneeee!" cercando di sembrare convincente. "Adesso però spostati che devo correre a prendere la S-Bahn e fare mille cambi per andare a vedere un appartamento!" (questo l'ho pensato mentre cercavo di sgattaiolare verso la posta, ma lei no, voleva sentirsi dire più complimenti!!!).

• Incrociare dei ragazzi bellissimi e biondissimi, con gli occhi azzurrissimi, che sembrano usciti da una pubblicità di Abercrombie & Fitch e cercare di darsi un contegno per non far cadere la mascella per terra...

mercoledì 23 maggio 2012

Zwischenmiete

... cioè il subaffitto.

La mia Zwischenmiete è quella del tipo me ne vado in vacanza e dato che l'affitto costa un botto cerco di arrotondare affittando a mia volta la mia stanzetta ad un viaggiatore di passaggio. E così eccomi qua, nell'appartamento stile Wunderkammer, gentilmente concesso da una studentessa tedesca che se la sta spassando in chissà quale angolo del mondo, dove il pavimento di parquet scricchiola ad ogni passo e ogni cosa è incastrata secondo un complicato sistema che mi ricorda un po' il Jenga.

Ci siamo io, la coinquilina, una gatta e un gregge di biciclette. No, dico davvero: non una o due, ma sei, da corsa. C'è anche un monociclo, il che porta il conto a 6 e mezzo. Come se ci fosse bisogno di sottolineare ulteriormente la passione per la bici della zwischen-coinquilina, accanto alla porta c'è una specie di palo delle medaglie. Mai viste così tante tutte insieme, e pensare che anch'io a casa ho la mia discreta collezione di medaglie di quando ero una piccola karateka, ma mai a questi livelli.

Contatti umani non ce ne sono molti. La zwischen-coinquilina esce presto la mattina con uno dei suoi destrieri metallici e torna poco prima di pranzo, giusto il tempo di farsi una doccia e ingurgitare al volo un beverone a base di yogurt e banane prima di andare a lavorare. "Essen, Arbeit, Schlafen" mi ha riassunto così la sua vita. Sul mangiare avrei qualche riserva, perché nonostante il frigo sia strapieno di roba io non la vedo propriamente "mangiare". Ieri da brava cuoca italiana provetta mi sono cucinata un bel piatto di carbonara. Mentre io ero alle prese con uova e pancetta, lei era alle prese col suo drink probiotico a prova di ingrasso. Per un attimo mi ha ricordato Emily nel film Il Diavolo veste Prada ("Tu mangi carboidrati, Cristo santo! Non è giusto!" oppure "Sai, sto facendo una nuova dieta, è molto efficace. Non mangio niente e poi quando sento che sto per svenire butto giù un cubetto di formaggio"). De Gustibus. Intanto io ho smaltito ogni grammo che ho mangiato correndo da una parte all'altra della città. Tiè!

Nonostante la gatta gironzoli libera per casa, siamo pacificamente indifferenti l'una all'altra. Oggi l'ho sorpresa che giocherellava con un uccellino morto in cucina. Avvertita la mia presenza, e timorosa che potessi sottrarle il tanto sudato pranzo, mi ha guardata con aria di sfida e ha iniziato a spennarlo e sgranocchiarlo con gusto. Per protesta contro l'odore del piccolo pennuto martirizzato e della ciotolina traboccante di bocconcini di carne snobbati con sprezzante superiorità, ho deciso di ritirarmi nel mio territorio e pranzare in camera.

Domani proverò l'ebrezza di usare la lavatrice modello Preistoria che è parcheggiata in cucina. Chissà che concerto farà il parquet quando arriverà il momento della centrifuga...

martedì 22 maggio 2012

Bye Bye Italia

A me non piacciono gli addii. Non mi piacciono neppure i cambiamenti pseudo-radicali. Però... dopo tanti anni di studio, una laurea in lingue con 110 e lode (sudata dal primo esame alla discussione finale della tesi), un Erasmus alle spalle, tante porte chiuse in faccia ma tanta voglia di mettermi alla prova, ho preso una decisione drastica: me ne vò in Germania.

Tentiamo la fortuna, mi sono detta. Male che vada me ne torno all'Hotel Mama (come dicono ironicamente i tedeschi). Così, nel giro di due mesi, mi sono organizzata ed ora sono qui, a Monaco, München, Minga o Munich.

Un lavoro ce l'ho già, la stanza è ancora provvisoria (10 giorni basteranno a trovarne un'altra? speriamo di si!). E' già qualcosa.

La mia è un'avventura all'Indiana Jones: parto, non so cosa farò o come farò, chi incontrerò. Nessun appoggio, nessuna conoscenza, ci sono solo io, il mio coraggio e le mie ansie a tenermi compagnia. Smentiamo subito un luogo comune: la Germania non è il paese dei balocchi, l'albero della cuccagna, il paradiso in terra. Bisogna farsi il proverbiale mazzo. E' difficile ma sono convinta che, comunque vada, ne valga la pena.

Grazie al cielo la lingua non è un problema. E' in questi momenti che vorresti ritrovarti davanti la tua prof di Tedesco delle Superiori, quella che bastava mettesse piede in classe per far calare il silenzio e regnare l'ordine, quella che il primo giorno già ti aveva avvertito che "fare i leccaculo con me non funziona: o studiate o vi beccate un bel 2 e tanti cari saluti", per poterla ringraziare di averti "obbligato" alla costanza, perché sennò il tedesco non c'è verso che lo impari.

E così eccomi qui. A bordo di un efficientissimo treno austro-tedesco (siano benedette le ÖBB e le DB!!!) ho salutato l'Italia e sono arrivata a Monaco. Appena messo piede fuori dalla stazione ho guardato il cielo e una vocina dentro di me ha detto "Benvenuta!".

E allora si dia inizio all'avventura!
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