venerdì 14 settembre 2012

Uomini 2

A te, che non te lo meriti, ho scritto questo post, ma tu neanche lo capirai perché non sai una parola di italiano.

Tu che il primo giorno ti sei fermato a chiacchierare con me per un'ora quando avevi una fretta pazzesca.

Tu, che ti ho aiutato a portare su un armadio fino al quarto piano senza ascensore perché ti eri azzoppato giocando a calcio e avevi bisogno di una mano, e io quasi mi sono presa il colpo della strega.

Tu, che hai guardato la semifinale degli Europei di calcio con me e mi hai preso in giro fino alla morte con la storia de "italiani mangiaspaghetti" e invece ti sei ammutolito già alla fine del primo tempo, ma io non ho infierito perché ti vedevo già rosicare abbastanza, muto davanti a quel televisore.

Tu, che ti ho portato con me a un evento VIP solo su invito, e per ringraziarmi mi hai portato a Schwabing a bere qualcosa insieme.

Tu, che mi chiamavi "italiana atipica" perché non mi piacciono i pomodori, non posso mangiare il formaggio e non sono per niente abbronzata.

Tu, che mi hai fatto scarpinare per mezzo centro storico sulle mie scarpe tacco 12 (che avevo messo per fare la schiki-micki) per andare in una discoteca a tuo giudizio stupenda, sotto la pioggia, e poi rimanere fuori.

Tu, che mi dicevi sempre quanto erano belli i miei occhi quando non capivo una parola di quello che stavi dicendo e ti chiedevo "wie bitte?".

Tu, che un giorno per colazione mi hai fatto trovare una fetta di dolce alle prugne fatto da tua mamma e portato a Monaco solo per me.

Tu, che quando sono tornata da un viaggio di lavoro mi hai fatto trovare le rose sul tavolo della cucina.

Tu, che quando ti ho detto che non sapevo cosa fosse l'Hugo il giorno dopo hai comprato una bottiglia per farmelo assaggiare.

Tu, che mi hai invitato a guardare tanti film con te, solo per poter stare un pò con me e chiacchierare senza che l'insopportabile coinquilino si mettesse in mezzo.

Tu, che hai sempre fatto il cavaliere quando siamo usciti.

Tu, che quando sono tornata dall'Italia mi hai fatto tante domande solo per sapere se avevo rimorchiato al matrimonio di mia cugina.

Tu, che il giorno del tuo compleanno, per farti una sorpresa, ti ho preparato una teglia di tiramisù, perché so che è il tuo dolce preferito.

Tu, che mi mandavi i messaggini della buonanotte, anche se me l'avevi già detto di persona 5 minuti prima.

Tu, che trovavi stupide scuse per poter stare ancora un pò di tempo con me.

Tu, che hai sempre fatto un passo avanti e uno indietro, e non mi hai fatto mai capire cosa provavi per me.

Tu, che ti sono venuto a prendere alla fermata della metro alle 10 di sera sotto il diluvio universale perché avevi dimenticato l'ombrello a casa.

Tu, che mi aspettavi sempre in cucina quando tornavo dal lavoro e mi hai fatto compagnia mentre cenavo.

Tu, che hai voluto di più, l'hai ottenuto e sei sparito.

Tu, che quando sono tornata dalle ferie non sei più lo stesso.

Tu, che nonostante io sia tranquilla e serena mi eviti come se avessi la peste bubbonica e a stento mi dici "buongiorno" o "buonasera", ma con la nuova coinquilina strafiga sono tutte battute e risate.

Tu, che non hai il coraggio di affrontare la situazione e comportarti da adulto, standotene rintanato in camera tua o uscendo di casa all'alba per non vedermi né parlare con me.

Tu, che non riesci a tornare ad essere il coinquilino di prima e avere rapporti civili con me, nonostante entrambi abbiamo deciso di proseguire ognuno per la propria strada.

Tu, che quando finalmente ho deciso di affrontarti mi hai detto che ti metto in imbarazzo, e non vuoi che i tuoi amici lo scoprano (quando invece tu gli hai già raccontato tutto, perché certi sguardi e certe allusioni le capisco anche se non sono tedesca madrelingua).


Tu, sei un pezzo di m***a.


Grazie per avermi risparmiato la fatica di dover scoprire che razza di idiota sei.


domenica 9 settembre 2012

Estate italiana

Ecco gli highlights della mia estate. Probabilmente non ve ne fregerà una cippa, ma se siete qui vuol dire che un pochino, forse, vi interessa.

Primo anno dopo senza esami, senza tesi, senza stress da libri, senza nottati insonni o corse verso la facoltà. Nada de nada. In compenso è stata un'estate di lavoro, di relativa sindrome da tirocinante.

Salire sul treno a Monaco con 16° e scendere a Bologna con 35°, umidità esclusa, e soffrire come un orso polare in un deserto africano.

Solita disorganizzazione di Trenitalia con i suoi treni/carri bestiame e solita cafonaggine tutta italiana di persone che ti vedono cercare di salire sul treno con la tua bella valigia ma se ne fregano e nel tentativo di passarti davanti quasi ti rovesciano sul binario, tu e la tua valigia.

Scoprire che nella mia città se la polizia ti scopre a lavare l'auto o innaffiare il giardino ti fa 500 € di multa per spreco d'acqua.

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