mercoledì 28 novembre 2012

La guerra della carta igienica - Parte II


da "One sure sign that your roommate situation isn't working out?"
su PassiveAggressiveNotes.com

Ebbene si... c'è un seguito alla disputa della carta igienica. All'annosa questione si è pure aggiunta la disputa sulla cauzione. Ma procediamo con ordine.

Dopo l'educato scambio di opinioni con Egbert e Julia, durante il quale lui mi ha dato l'ennesima prova della sua stupidità dicendomi che non vede l'ora che sia fine mese per non vedermi più (sapessi io...) con la perfida Julia che ha assistito alla scena sghignazzando, è stato come abitare in un WG con dei fantasmi: per due settimane non ho visto nessuno ma ho sentito musica a tutto volume, risate da gallina, porte chiuse con una tale delicatezza da far tremare il pavimento a tutte le ore del giorno e della notte, piatti sporchi in cucina... e naturalmente niente carta igienica nel bagno.

Eh no. Non di nuovo. Stavolta non ho fatto la crocerossina e non mi sono offerta volontaria per le compere. Ognuno per se, dio per tutti. Zweck-WG fino in fondo. Naturalmente nessuno si è fatto avanti e il rotolo vuoto della carta igienica è rimasto là, solo soletto, ignorato da tutti. Anche il piano delle pulizie è stato ignorato da tutti tranne che dalla sottoscritta.

Dopo una settimana di menefreghismo generale, sono comparsi due fogli stampati a caratteri cubitali che esortavano i cari Untermieter a rispettare il piano delle pulizie, a versare l'obolo di 2 euro per l'acquisto di generi di prima necessità e a condurre a una civile convivenza fino alla fine del mese. Mr-so-tutto-io ci ha provato, ma senza risultati.

Dall'alto della sua presunzione, Mr-so-tutto-io ha ben pensato di promettere i MIEI mobili all'ignara ragazza che prenderà il mio posto nel WG. Peccato che io avessi già venduto l'armadio al mio nuovo coinquilino. Apriti cielo. Mr-so-tutto-io se l'è presa per essere stato battuto sul tempo e ha iniziato le sue tattiche per spaventarmi e convincermi a lasciare i miei mobili a lui. All'inizio erano velate allusioni, poi è passato alle minacce: ti scalo i soldi dalla cauzione.

martedì 13 novembre 2012

Io, l 'italiana


da Come mantenere la propria "italianità" in Danimarca


Da quando sono qui in Germania sto avendo delle crisi di identità riguardo al mio essere italiana.

Quando ero in Italia non mi sentivo italiana. I miei amici mi hanno sempre dato della tedesca perché io sono una di quelle persone maniache del controllo, che hanno sempre un piano per tutto e, che il cielo mi perdoni, rispetta sempre le regole.

Quando ero in Erasmus essere italiana voleva dire essere quella che sa cucinare solo perché in grado di cuocere la pasta del discount senza farla scuocere, quella che si veste bene perché viene dal paese di Armani e Valentino, quella che parla una lingua melodiosa, quella casinista sempre pronta a invitare gente a casa e fare festa...

Ora che sono a Monaco sono l'italiana che pensa sempre e solo a cucinare perché la sera invece di scongelarmi una pizza nel forno mi permetto di farmi una bruschetta o un'innocente frittata, sono quella che non sa il tedesco solo perché il mio orecchio ancora non riesce a distinguere l'Hochdeutsch dal dialetto, sono quella strana che vuole sempre fare qualcosa insieme, sono quella che non capisce.

Ho scoperto di essere più italiana di quello che pensavo.