sabato 12 ottobre 2013

Treni

Ci sono tre tipi di treni: quelli che prendi, quelli che perdi e quelli che sono in ritardo.

Iniziamo con il treno in ritardo.

Di ritorno a Monaco dalle mie vacanze in Italia ho dovuto fare i conti con ben due ore e mezza di ritardo del treno DB-ÖBB perchè la locomotrice si è rotta ancora prima di partire e ne hanno dovuta far arrivare un'altra. Un'odissea. Naturalmente ho fatto reclamo per avere il rimborso del biglietto. Ho pensato che avrei anche potuto pregare in aramaico antico, quei soldi non li avrei più rivisti. E invece...
La cara ÖBB ha risposto alla mia mail di reclamo scusandosi per il disagio e chiedendomi di mandare i biglietti del viaggio in questione al servizio clienti, così da poter avviare la pratica. Il servizio clienti mi ha mandato una lettera di scuse e di conferma dell'apertura della pratica e, a distanza di circa un mese e mezzo, la lettera di conferma del rimborso. "Con le nostre sentite scuse e la speranza di rivederla di nuovo a bordo dei nostri treni nonostante il disagio". Se penso a Trenitalia e al suo sberleffo "Grazie per aver scelto Trenitalia" mi viene da ridere e da piangere. Perchè le cose devono funzionare in Germania, in Austria, ma in Italia no???


Per quanto riguarda i treni presi e quelli persi... diciamo che nella stazione della mia vita c'è un gran viavai di treni. Alcuni li ho visti arrivare e altrettanto disinteressatamente li ho visti andare via. Alcuni li ho persi e mi sono disperata per mesi, per poi rendermi conto che invece è stata una gran fortuna averlo visto sfrecciare via, dandomi la possibilità di salire su un altro diretto verso una destinazione migliore. Altri treni continuano a passare, a illudermi di poterci salire, e poi partono. Alcuni neanche si fermano, come quei maledetti Eurostars che sfrecciano nelle stazioni intermedie. Su alcuni sono salita per poi essere buttata fuori dopo un breve e turbolento viaggio. C'è un treno però che io ho perso, volontariamente, frenata dalle mie ansie e dalle mie paure, e che ancora mi tiene impegnata la mente a forza di "ma" e di "se". Eppure, se avessi lasciato perdere la paura e mi fossi buttata... forse avrei fatto un colossale atterraggio di faccia contro la porta chiusa, forse avrei trovato la porta aperta e sarei potuta partire per una nuova avventura.

Cioè a volte ti capita di viaggiare con Trenitalia e altre volte con DB-ÖBB.  Chi lo sa cosa succederà. La vita è piena di scelte, a volte sbagliamo e a volte ci prendiamo, ma se c'è una cosa che sto lentamente imparando è buttare le inibizioni al vento, smettere di essere spettatore per diventare protagonista della propria vita. Scheißegal se faccio uno strafalcione e mi guardano tutti come se fossi scema, tanto ormai se non ne faccio almeno uno al giorno non sono io... la vita va presa con filosofia.

Buona serata a tutti e... buon viaggio!

domenica 25 agosto 2013

Partenze

Sono partita due settimane fa per tornare in Italia dalla mia famiglia. Due settimane di relax dopo mesi e mesi di difficoltà, di esaurimenti nervosi, di delusioni. Poi tre giorni prima di ritornare a Monaco mia nonna è stata male e purtroppo ci ha lasciati.

Dopo un anno e mezzo di vita all'estero, sto pian piano iniziando a notare tutte le cose che mi mancano. Mi sento divisa a metà fra la vita che sto vivendo e che finalmente inizia a procedere per il meglio e la vita che ho lasciato in Italia. "Se fossi rimasta non sarebbe cambiato niente" mi ha detto un'amica, e credo che abbia ragione.

Se fossi rimasta mi sarebbe venuta la depressione, avrei dovuto lottare con la rabbia e la frustrazione di non riuscire a trovare lavoro, di non essere trattata con dignità ed essere sempre sminuita, mentre qui a Monaco ho un lavoro che mi dà soddisfazioni e persone che apprezzano la mia professionalità, abito da sola e riesco a condurre una vita che è tutta mia.

Sto lottando con il prezzo che ho pagato e continuo a pagare per aver scelto di lasciare tutto e tutti e trasferirmi in Germania alla ricerca di nuove prospettive. Un altro amico mi ha detto: "Sei di fronte al bivio della vita, al famoso 'che sarebbe stato se'... Ma tranquilla, fa parte del bagaglio emotivo dell'espatriato!".

Gli ultimi giorni di quella che sarebbe dovuta essere una vacanza per me sono stati tragici, logoranti sia dal punto di vista fisico che psicologico. Sono corsa da mia nonna, ho macinato più di mille chilometri di viaggio fra l'andata e il ritorno per poterle dare l'ultimo saluto e durante tutto il viaggio non ho fatto che tormentarmi e chiedermi se forse non avrei potuto prendermi un po' di tempo per andarla a trovare dall'altra parte d'Italia, e allo stesso tempo penso che sta succedendo la stessa cosa con la mia famiglia, che si trova altrettanto lontana da Monaco.

Forse sono queste situazioni che ci insegnano ad apprezzare l'importanza di passare il tempo con le persone che amiamo e ci danno la forza di lottare contro le distanze che ci separano.

Mia nonna non avrebbe voluto che io stessi qui a tormentarmi sui "se" e sui "ma", lei avrebbe voluto vedermi sempre sorridente, affrontare fiera la vita a testa alta, piena di energia per fare una delle mie tante marachelle. Io la voglio ricordare sempre battagliera, prepararmi l'ovino sbattuto o pane e zucchero per merenda, urlare di smettere di spaventare le galline sennò non fanno le uova, o aizzare il cane sennò rompe l'ennesimo collare per correrci dietro e giocare con noi. La voglio ricordare quando recitava il rosario a memoria ma con il libretto delle preghiere in mano, e poi guardare le partite del Napoli bestemmiando come uno scaricatore di porto e urlando "passa quella pallaaaaa!!!!" alla tv. La voglio ricordare quando lavorava dei campi, quando facevamo la vendemmia e anche quando faceva la conserva di pomodoro che io tanto detestavo.

Grazie nonna per avermi fatto passare l'infanzia più bella che c'è e per non aver mai smesso di incoraggiarmi e credere in me, "la sfaccimma".

Ciao nonna, mi mancherai.

mercoledì 7 agosto 2013

Cose a caso 3

Dopo un'eternità ritorno con la mia rubrica Cose a caso!

  • Sono andata in fissa per Grey's Anatomy (complice l'assenza di televisione la sera), ne guardo un episodio dopo l'altro, è diventato una droga. Ho scoperto che è arrivato alla 9 stagione e io sono "appena" all'inizio della 4... boh, forse mi piace vedere che ci sono vite più incasinate della mia e persone più disturbate di me, ma soprattutto mi piace pensare che se mai avrò bisogno di un medico ne voglio avere uno figo e affascinante come Derek o Mark Sloane!


  • Durante una visita guidata insieme a dei clienti, ho scoperto che sul tetto della Residenz c'era un fantasmagorico giardino d'inverno con tanto di lago con cigni (veri), pagode, palme e altre piante esotiche. La genialata è venuta a Maximilian II. e portata avanti da suo figlio, il celeberrimo Ludwig II. E te pareva se non se ne usciva fuori con un'altra delle sue manie di grandezza! Peccato poi che l'acqua abbia iniziato a infiltrarsii ovunque e il giardino è stato smantellato. Peccato perchè sarebbe stato davvero fantastico!
Ausstellung "Arkadien unter Glas" - Die Wintergärten Max II. und Ludwigs II. in der Münchner Residenz

  • Sempre durante la suddetta visita guidata, ho scoperto che l'Augustiner ogni anno per una disposizione testamentaria dei vecchi proprietari dell'azienda (la famiglia Wagner, da cui la W. nel simbolo) devolve la metà dei guadagni all'associazione senza scopo di lucro Edith-Haberland-Wagner-Stiftung, che li investe in programmi di aiuto e sostegno per i giovani, iniziative di dialogo interculturale, la conservazione dei beni culturali e promozione culturale per la maggior parte a Monaco ma anche a Salisburgo e Innsbruck. Inoltre l'associazione finanzia il museo della birra e dell'Oktoberfest (fonte: Edith-Haberland-Wagner-Stiftung su Typisch München). Insomma, ogni volta che comprate un'Augustiner state automaticamente finanziando attività socialmente utili. Già che l'Augustiner è la mia birra preferita, ora penso che la berrò più spesso volentieri!
Fonte: Augustiner Keller

  • Ho scoperto che esiste un gioco basato sulla mia vita sulla vita a Monaco, si chiama Münchenglück (letteralmente traducibile come Fortuna/felicità a Monaco) e la descrizione che ne danno sul sito è la seguente: "Sei single disoccupati e senza un tetto sopra la testa sono in cerca di lavoro, casa e partner a Monaco di Baviera, mentre cercano di sfruttare al massimo il proprio tempo libero. Si corteggiano, si rubano a vicenda i posti di lavoro migliori e traslocano da un appartamento all’altro, ognuno cercando di trovare (e mantenere) quello che fa maggiormente al proprio caso!". No, ditemi se non mi è venuto un colpo quando l'ho letto... uno dei commenti sul gioco è "Wie im richtigen Leben!", come nella vita reale... ha ha ha, io ne so qualcosa...
Cosa ti manca per raggiungere la felicità a Monaco? (fonte: DaWanda)

  • Ho dei vicini di casa indiani. Non che la cosa mi crei il minimo problema, anzi mi fanno sempre venire una gran fame quando cucinano e l'odorino raggiunge il mio balcone e a volte mi viene la tentazione di andare a bussare alla loro porta ed elemosinare un po' di curry fatto coi crismi, ma forse all'ennesimo film di Bollywood sparato a tutto volume fino a mezzanotte... anche no dai!
Fonte: bollypop.in

  • Sono convinta che Groupon mi stia facendo dello stalking, altrimenti non mi spiegherei la seguente offerta del giorno: stress in ufficio, colleghe rompiballe, clienti che non sanno quello che vogliono... Bingo!




Bene direi che per il momento è tutto! Alla prossima!

giovedì 1 agosto 2013

Dlin Dlon! Comunicazione di servizio

Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Internet!

E questo già da una settimana e mezzo, ma la sottoscritta è inchiodata alla sua scrivania dell'ufficio a lavorare come un somaro, o su e giù per Monaco con dei clienti, mentre le sue colleghe se la spassano in vacanza... diciamo che dopo 8 ore di intenso lavoro ho solo voglia di mangiare qualcosa e buttarmi sul letto...

Ho un sacco di cose da scrivere e poco tempo per farlo! Il mio smartphone poco smart colma questa lacuna grazie a Twitter, ma qua ci vuole un bel post corposo che non è che posso raccontare tutto in 140 caratteri!

Oggi è un mese esatto che mi sono trasferita nel mio nuovo appartamento, ma gli strascichi dell'esaurimento nervoso sono ancora qua, e io sono perennemente stanca e senza energie. Mi ci vuole una vacanza, e infatti fra 10 giorni toccherà pure a me scrivere una Übergabe per le mie colleghe, dimenticare i progetti a cui sto lavorando e dire Tschüß!

Quindi, miei cari lettori, abbiate fede! Tornerò presto a raccontarvi le mie (dis)avventure!

Bis dahin!

sabato 6 luglio 2013

Trasloco n.6

Sono viva. Ho avuto un esaurimento nervoso in piena regola ma sono ancora qui.
La vita monacense mi ha messo KO, stavo iniziando ad abbandonarmi alla disperazione e poi è successo. Il miracolo. La buona novella.
Sono lieta di annunciare che, dopo una marea di sfighe atomiche che in confronto Fantozzi era un dilettante, ho un tetto sopra la testa, e stavolta a tempo indeterminato. È piccolo e ha bisogno di un investimento notevole di soldi ed energie, ma è tutto mio.
Il blog tornerà operativo al 100% non appena mi attiveranno la connessione internet. Nel frattempo rimane Twitter.
A presto!

sabato 15 giugno 2013

Post velenoso

da The Official Grumpy Cat
Ormai l'avrete capito che sono una grande fan di Grumpy Cat!

Questo post è volutamente velenoso, cattivo, non politicamente corretto. Ma è il mio blog e io ci scrivo quello che mi passa per la testa. Quindi se siete delicati di stomaco o non vi piacciono le critiche gratuite, passate a una lettura più allegra.

Questo è proprio un periodo di m***a. Penso che tutto sia iniziato ad agosto dell'anno scorso, quando è iniziato lo sfruttamento vero al lavoro e quando è arrivata la mia nuova coinquilina e gli equilibri del WG si sono disintegrati.

Ho già scritto che nel giro di 12 mesi ho fato la bellezza di 5 traslochi e mi aspetta il 6 fra poco meno di due settimane... ebbene, signore e signori, la sottoscritta è sull'orlo di una crisi di nervi, di un Burn Out come gli piace dire qua in Germania usando una parola figa inglese, più breve e più bella di Nervenzusammenbruch.

Non ne posso più.

Non ne posso più di vedere gente che col minimo sforzo trova casa, arrivati freschi freschi in Germania, magari senza sapere una parola di tedeco, mentre io è un anno che mi sto facendo il mazzo e devo convivere con gli scatoloni da trasloco ogni 1-2 mesi.

Sto iniziando a provare un sentimento di avversione, a tratti paragonabile all'odio, verso i tedeschi: all'apparenza tutti gentili, carini, poi quando avvertono che tu hai bisogno e che sei davvero disperata spariscono, si dileguano, addirittura ti cancellano da Facebook, non sia mai che ti venga in mente di disturbare la loro privacy scrivendo "aiuto" sulla loro bacheca. Alla faccia del "ich sag dir Bescheid". Anche alle richieste di aiuto dirette, della serie "puoi chiedere ai tuoi amici se qualcuno cerca una coinquilina? Sono letteralmente disperata, fra due settimane sono in mezzo a una strada" rimangono impassibili, come se avessero paura di venire in qualche modo contaminati dal mio periodo di sfiga nera.

Non ne posso più della falsità sul luogo di lavoro, perché se ti sto sulle balle per un motivo a me sconosciuto (dato che ho iniziato 2 mesi fa e non penso di aver già fatto qualcosa per farmi odiare) non ho bisogno che tu venga da me a lamentarti che la tua casa è troppo piccola, o che vorresti arredarla meglio e sentirla tua ma non lo fai perché cerchi qualcosa in centro mentre io rischio davvero di dover andare a dormire sotto un ponte, che vuoi andare a vedere la finale della Champions League ma tutti i locali sono pieni e mi chiedi cosa faccio io e poi scopro che hai prenotato un tavolo all'Hard Rock Café con le altre colleghe e a me non hai detto niente, che ti lamenti con il capo perché a me hanno fatto un contratto diverso dal tuo, o ti lamenti perché sei ingrassata e da oggi inizi una dieta senza carboidrati che fanno male proprio mentre io sto là con i mio piatto di pasta e sono ingrassata non perché mangio carboidrati ma per tutto lo stress che ho... Penso che certe cose siano inevitabili quando si lavora con sole donne, ma per me è lavoro e io me ne sbatto perché, dopotutto, io sono lì per fare quello per cui vengo pagata e non per cercare di entrare nel club delle Best Friends Forever alla Paris Hilton.

Non ne posso più di ragazzi (tedeschi) che dicono "dovremmo uscire insieme" o "non vedo l'ora di rivederti" o "se hai bisogno io ci sono sempre per te" e poi spariscono nel nulla. Possibile che tutti questi disturbati sentimentali me li debba trovare solo io???

E ora so che mi attirerò le critiche di molti, ma io lo scrivo lo stesso: non ne posso più di leggere di Italiani che vogliono trasferirsi in Germania senza sapere una parola di tedesco e senza avere la minima idea di come funzioni la vita qui, quando io mi sono fatta il mazzo a studiare il tedesco e sto lottando con le unghie e con i denti per poter avere una vita dignitosa qui. L'ho già detto, lo ripeto e lo ripeterò fino all'esaurimento che la Germania non è il paese dei balocchi, dove arrivi e trovi la pappa pronta. Purtroppo se io ho difficoltà qui in Germania (e parlo la loro lingua e conosco la loro cultura) è anche per colpa dei soliti stereotipi sull'italiano medio, che cerca di fare il furbo, che non parla la lingua, che fa casino e non è per niente una persona affidabile. Io non voglio scoraggiare nessuno, ma scappare dall'Italia deve essere una scelta consapevole, ponderata, perché se venite qua in Germania solo per farvi una "vacanza" e sperare di tirare a campare senza sapere una parola di tedesco e soprattutto senza la voglia di volerlo imparare, allora non avete capito niente. Qua "l'arte di arrangiarsi" funziona fino a un certo punto, le furbate le fate in Italia, che se è ridotta così male è per colpa di tutti quelli che pensano di essere più furbi degli altri.

Non ne posso più di girare per WG e appartamenti e venire sempre scartata. Non capisco perché. Ho regolare contratto di lavoro, ho il mio reddito regolare e fisso tutti i mesi, ho una bella lettera di referenze del mio attuale Vermieter che tesse le mie lodi di brava personcina, ma niente. Capita spesso che mi chiamano o scrivono il giorno dopo per dirmi che hanno già dato via l'appartamento o la stanza. Io allora davvero non capisco dove sia il problema. Forse è perché sono straniera? Forse è perché guadagno troppo poco rispetto ai tedeschi che possono vantare un posto da BMW, Siemens, e altri colossi??? Dopotutto io rispecchio le caratteristiche dell'affittuario perfetto: niente bambini, niente fidanzato, niente animali domestici e niente strumenti musicali, niente casino la sera. Praticamente un robot senza sentimenti.

E per concludere, non ne posso più di quelle persone che, non sapendo un'accidenti di cosa sia la vita a Monaco, mi dicono che è impossibile che non abbia ancora trovato un appartamento, che i prezzi non possono essere così alti e la concorrenza così accanita, e che mi dicono che forse non ho cercato ovunque/abbastanza, o peggio: "se è così difficile, torna in Italia". IO IN ITALIA NON CI TORNO. Qui ho un lavoro, ho delle prospettive di vita, posso girare la sera senza la paura di essere aggredita o stuprata, posso andare ovunque senza aver bisogno della macchina, c'è sempre qualcosa di nuovo da poter fare e non c'è la mentalità di paesino di provincia da cui sono scappata a gambe levate.

Io non so cosa devo fare di più.
Posso solo continuare a rimanere in piedi e aspettare che la tempesta si calmi.

Pregate per me.

domenica 2 giugno 2013

Müniversario, ovvero cronaca di un anno a Monaco

Il 21 maggio 2012 sono arrivata con la mia valigia azzurra piena di sogni e speranze alla stazione di München Ostbahnhof. Ho percorso a piedi quei 700 metri che mi separavano dalla prima stanza in subafitto nel französisches Viertel (il quartiere francese) con il cuore che sembrava dovesse esplodere. Ricordo che quando ho messo piede fuori dalla stazione splendeva il sole e, nonostante ancora la paura e i mille dubbi sulla mia scelta, ho accolto con ottimismo le nuove sfide.

Nel giro di due settimane sono riuscita a trovare un WG, poi ho iniziato a lavorare e così ho iniziato a muovere i primi passi nella capitale bavarese.

A distanza di un anno ho fatto un bilancio della mia esperienza e, forse a causa della difficile situazione in cui mi trovo ora, devo ammettere che il risultato è un misto di esperienze positive e negative.

Spero che questo sia di aiuto a chi pensa o sta già pianificando un trasferimento a Monaco, affinché si rendano conto a cosa vanno incontro.


1. La ricerca di una Bleibe

A un anno dal mio arrivo, ancora non posso dire di aver trovato la mia casa qui a Monaco. Finora ho girato 4 WG con esperienze per la maggior parte negative (coinquilini arroganti, sporchi, maleducati, truffatori), e fra 4 settimane dovrò affrontare il mio 5° trasloco nel giro di 12 mesi. Inutile dire che sto ancora cercando e sono sulla soglia della disperazione. Sono andata a vedere degli appartamenti ma o sono stata scartata o sono fuggita io a gambe levate a causa dell'infimo livello di pulizia e ordine umanamente accettabile. Devo purtroppo ammettere che spesso il fatto di essere italiana mi ha penalizzata perché purtroppo si trovano sempre quelle persone ignoranti e xenofobe che non vogliono affittare agli stranieri.


2. Il lavoro

Ho cominciato la mia avventura lavorativa qui in Germania con l'ennesimo tirocinio sottopagato, per un'azienda italiana. Non sto ad annoiarvi con inutili dettagli, posso solo dire che purtroppo a volte lo sfruttamento viene perpetrato dai propri connazionali, perché questi partono col presupposto che tu, nuovo nel paese, fresco di laurea e con zero conoscenza del mercato del lavoro, abituato allo sfruttamento italiano, ti farai andare bene qualsiasi cosa pur di lavorare e accumulare esperienza.
Dopo aver resistito per 7 lunghi mesi, ci ho dato un taglio e ora lavoro per un'azienda tedesca che mi ha assunta con regolare contratto e mi paga tutti i soziale Angaben, sarebbe a dire assicurazione sanitaria, contributi sociali e pensionistici, ecc. Anche l'ambiente lavorativo è diverso e, nonostante lo stress e le tante ore di straordinario, mi trovo davvero bene perché la ma professionalità viene finalmente riconosciuta.


3. La lingua

Quando sono arrivata a Monaco avevo alle spalle 8 anni di studio di tedesco e 6 mesi di Erasmus, quindi lo scoglio linguistico non è stato particolarmente ostico per me, a parte i moduli burocratici del Finanzamt!
C'è da dire però che sono migliorata ulteriormente, al punto che spesso mi hanno fatto i complimenti per la padronanza della lingua e addirittura mi hanno chiesto se fossi bilingue con uno dei due genitori di madrelingua tedesca. Uno una volta mi ha addirittura detto di rallentare perché parlo troppo velocemente!!! Per una che è diventata gobba sulle grammatiche e ha passato ore a fare esercizi di pronuncia, è proprio un grandissimo complimento! 1000 punti in più per la mia aiutostima!
Non si può mai dire di aver smesso di studiare una lingua, è un apprendimento che dura una vita, e quando si è all'estero ogni giorno si impara qualcosa di nuovo. Sono anche le esperienze negative che ci insegnano qualcosa: io ad esempio ho imparato un forbito vocabolario per le litigate furiose, per i reclami e per i problemi legali.


4. Le amicizie

O forse sarebbe meglio parlare di "conoscenze", perché prima di poter dire di avere degli amici tedeschi ne passa di tempo! Io ho conosciuto davvero tantissime persone vagando da un appartamento all'altro. Con alcune ho troncato nettamente i rapporti non appena finita la convivenza e spero vivamente di non incontrarle mai più in giro per Monaco, altri coinquilini sono spariti (uno addirittura è scappato a Berlino con la mia cauzione, lo Scheißmitbewohner!!!!), con altri ancora sono in contatto e a volte capita di uscire insieme. Ho conosciuto persone all'Oktoberfest, tramite amici di amici, o semplicemente per caso, e alcune sono persone speciali che magari non vedo mai, ma capita che ci mandiamo un messaggino "hey, wie geht's?" e ci raccontiamo le nostre sfighe quotidiane (nessuno però batte le mie...). Non posso ancora dire però di avere degli amici tedeschi. Ho delle carissime amiche italiane (conosciute per caso a Monaco) che non saprei che fare senza di loro, altri italiani ritornati nel Belpaese, oppure amici stranieri come me che hanno lasciato Monaco per andarsene a zonzo per l'Europa e il mondo.
Diciamo che sul punto di vista umano potrebbe andare meglio, quindi ci lavorerò su...


5. La vita in generale a Monaco

Nonostante le difficoltà burocratiche iniziali, una volta ottenuto il tanto agognato contratto di lavoro è stato tutto in discesa. Ho fatto anche la mia prima dichiarazione dei redditi qui in Germania, quindi ormai sono nel sistema.
Monaco è una città carissima, ma la qualità della vita è altrettanto alta: città pulita, mezzi pubblici efficienti (vabbè, ora c'è la Baustelle sulla U6 e posso solo immaginare i casini di chi deve prendere gli Ersatzverkehr), musei stupendi, verde ovunque e, cosa da non sottovalutare, la sicurezza. Per una che viene da una cittadina di provincia, Monaco ha tanto da offrire e c'è sempre qualcosa di nuovo da vedere, da visitare, da fare. Se il tempo lo permettesse sarebbe bello oziare in un Biergarten con un ber Radler ghiacciato facendo chiacchiere con gli amici, ma per il momento la bella stagione tarda a manifestarsi da queste parti...


6. Bilancio finale

In quest'ultimo anno ho affrontato tante prove difficili, e ho dovuto farlo da sola, senza l'appoggio di nessuno (ma davvero nessuno nessuno). Molte persone al posto mio avrebbero gettato la spugna, io non l'ho fatto. Ho stretto i denti e sono andata avanti. Nonostante molte persone pensano che Monaco e la Germania in generale sia il paese dei balocchi, si sbaglia. Qui ti devi fare letteralmente il mazzo se vuoi andare avanti e chiunque la veda come una scappatoia per "vincere facile" è meglio che se ne rimanga a casa sua.

Che dire, un anno pieno di difficoltà ma non sono mancati i bei momenti, i begli incontri, le nuove scoperte, e queste sono le cose per cui vale la pena lottare, ogni giorno, per poter rimanere qui!

mercoledì 1 maggio 2013

Silenzio stampa

Grumpy Cat

Dall'ultima volta che ho scritto sono stata in silenzio stampa. Un silenzio stampa forzato.

Mi sono trasferita (si, per la miliardesima volta nel giro di 11 mesi) in un bellissimo monolocale nel centro di Monaco, e dopo neanche una settimana ho scoperto di dovermi ri-trasferire, tanto per aumentare il mio record, a fine giugno perché, per farla breve, hanno aumentato l'affitto e secondo l'Hausverwaltung non posso permettermi l'appartamento. In compenso mi sono ritrovata a sorpresa un "ragazzo", perché il mio affittuario ha raccontato all'agenzia immobiliare che noi stiamo insieme. E' tutto un "meine Liebe Momo" quando mi telefona (regolarmente) per sapere come va.

Ho trovato un nuovo lavoro con colleghe finalmente normali, capi che non ti sfruttano e non ti urlano addosso ogni secondo senza motivo per darsi importanza, dove a pranzo si cucina e mangia insieme. Un lavoro con regolare contratto di assunzione, con assicurazione sanitaria (finalmente!!!), contributi, ferie, permessi, ecc. Un bel salto di qualità rispetto a prima.

Il mio livello di bile è ai massimi storici e il mio "tedesco da liti furiose" beneficia delle regolari telefonate al call center della DHL per cercare di recuperare un pacco destinato a me e contenente il modem per collegarsi a internet ma sequestrato nella Packstation da circa 3 settimane.

Insomma, la mia odissea quotidiana va avanti, ma io tengo botta. O almeno ci provo.

Certo che se il sole splendesse più spesso sarebbe tutto più facile...

giovedì 7 marzo 2013

Convivenza con lo SMB

il coinquilino Spike di Notting Hill

SMB, ovvero Scheißmitbewohner, altrimenti conosciuto in Italiano come CDM, il Coinquilino di merda. Per capire un po' il fenomeno tragicomico vi consiglio di leggere le testimonianze (purtroppo tutte vere) del "dramma della convivenza fra estranei".

Il fenomeno del CDM è presente naturalmente anche in Germania. Finora, nel mio vagabondare fra un WG e l'altro, ho avuto la sfortuna di avere alcuni SMB, ma questi che ho ora vincono il premio SMB dell'anno. Vi delizierò con qualche aneddoto.

«Lo SMB, alla domanda "esiste un Putzplan?" risponde angelico: "No, ma abbiamo la regola che uno di noi a turno, una volta alla settimana, lava piatti, pentole e bicchieri sporchi di tutti gli altri". Risultato: la cucina, già piccola di suo, è piena di roba sporca e puzza di discarica.»

«Nonostante tutto sia ricoperto di uno strato di polvere, lo SMB afferma: "Ho deciso che non è sporco, quindi questa settimana non si pulisce"

«Lo SMB invece di ringraziarti per aver pulito e disinfettato la cucina ti chiede serio perché lo hai fatto e ti chiama Putzteufel (= maniaco della pulizia). Poi sentendosi in colpa va al supermercato sotto casa, compra una barretta di cioccolato e te la regala 

«Lo SMB fuma tutte le sere la sua bella sigaretta in salotto e poi spalanca le finestre, lasciandole aperte per tutta la notte, con -3 gradi. Ovviamente spegne tutti i termosifoni per risparmiare sulla bolletta.»

«Gli SMB cucinano 1 Kg di pasta non meglio identificata alla volta, poi la lasciano nelle pentole, coperte con un foglio di alluminio, e la mangiano a rate per tutta la settimana riscaldandola ogni volta.»

«Lo SMB compra una teglia di lasagna in offerta a 2 euro e 50 centesimi. Dopo averla assaggiata afferma deluso "ha un sapore strano... sa di lasagna da 2 euro e 50", ma ciò nonostante continua a mangiarla disgustato anche i giorni successivi.»

«Lo SMB tira fuori dal congelatore un pacco da 15 bastoncini di pesce e lo lascia per un giorno intero sul ripiano della cucina. Poi a cena riempie una padella gigante di olio di rapa, gli tuffa dentro i bastoncini mollicci e li fa friggere per 10 minuti, successivamente infila la padella in forno e li fa cuocere per altri 10 minuti. Poi ti guarda e ti dice "se vuoi puoi mangiarne un po' anche tu! Io non li finisco tutti oggi"

«La SMB ti avvisa che il giorno seguente è il compleanno dell'altro SMB e afferma di voler fare una torta al cioccolato per lui. La mattina dopo, sul tavolo del salotto, dispone in maniera artistica due barrette di cioccolata e un paio di caramelle con il bigliettino "Buon Compleanno!". Lo SMB ignora il tutto, non tocca niente e neanche ringrazia.»

La mia preferita però è questa:
«Dopo neanche 4 giorni dal tuo trasferimento nel nuovo WG, lo SMB ti avvisa che il padrone di casa vi sfratta nel giro di due mesi perché deve ristrutturare l'appartamento.»


E voi avete vissuto o vivete in questo momento l'esperienza di avere uno SMB?

martedì 12 febbraio 2013

Pomeriggio lungo l'Isar

Vista dal Corneliusbrücke verso Reichenbachbrücke

Domenica me ne sono andata un po' a spasso sfidando il freddo polare ma invogliata da quel bel sole che dava l'impressione che fuori ci fossero più di -5°C...

Ho messo le mie scarpe più comode (e più calde), guanti, berretto e sono partita per l'Isar, fermata U1/U2 Fraunhoferstraße: il mio programma per il pomeriggio è stato attraversare i ponti lungo l'Isar dal Reichenbachbrücke fino al Friedensengel, attraversando Corneliusbrücke, Boschbrücke (con la statua di Otto von Bismarck, fondatore del Reich tedesco nonché cittadino onorario di Monaco) sulla Museumsinsel, proseguendo sul ponte costruito sulle chiuse dell'Isar fino al Meilerweg superando il Maximilianeum e arrivando infine al Luitpoldbrücke. Un bel giro panoramico che vi consiglio di fare!


Friedensengel, l'angelo della pace

Qui a Monaco appena spunta un raggio di sole, egal che temperatura ci sia fuori, i tedeschi migrano verso gli spazi aperti (non posso dire "verdi" perché erano ricoperti di neve), armati di slittini, biciclette, bastoni per la camminata nordica, con bambini e cani al seguito. Ci sono poi i maniaci dello sport di tutte le età che non rinunciano a una bella corsetta nelle loro tutine attillate, sfidando il freddo polare e soprattutto i lastroni di ghiaccio a terra, in salita e in discesa. Sulle rive dell'Isar poi ho visto addirittura un temerario (vecchietto con tanto di barba alla Santa Klaus) fare esercizi di riscaldamento prima di fare una nuotatina, per temprare il fisico. Ricordando un post di Mari ho pensato: "beh, è tedesco!". Io solo a guardarlo sono andata in ipotermia.

Guardando quel temerario sfidare il Generale Inverno ho pensato che forse qualche pazzo che surfava all'Eisbach c'era... e così sono andata a vedere. Niente. Nessuno a calvalcare le onde. Sinceramente sono rimasta un po' delusa.

E per concludere in bellezza, sulla strada verso casa, mezza congelata, ho trovato un bel manifesto sulla profezia dei Maya: "vi siete persi l'apocalisse? Tranquilli, è già successo!".

Vi siete persi la Fine del Mondo? La Top-5 di riferimento: 2012, 2005, 2003, 300 a.C.
A Monaco ce n'è sempre una...

mercoledì 6 febbraio 2013

Fare sport a Monaco

foto di alycat su Flickr

Per chi come me non è amante delle palestre (e dei loro abbonamenti) e cerca dei corsi flessibili, la soluzione è il programma sportivo della città di Monaco: lo Hallensport-Programm.

L'assessorato all'istruzione e sport di Monaco organizza dei corsi per tutte le fasce d'età da Ottobre 2012 a Luglio 2013. L'offerta è molto ampia e potete scegliere fra:


I corsi si tengono in varie palestre sparse per Monaco, potete scegliere la vostra zona preferita, il giorno e l'orario e partecipare senza dovervi iscrivere. Vi basta procurarvi i FreizeitSport-Tickets al costo di 2,60 € e portarli con voi al corso. I Ticket si possono acquistare presso tutti i chioschi München Ticket (ad esempio quelli arancioni a Marienplatz nell'ingresso della U-Bahn/S-Bahn). Se acquistate 4 ticket li pagherete 10 €, con uno sconto di 0,40 € (butta via...).

Potete trovare il programma completo nei chioschi München Ticket, all'ufficio del turismo a Marienplatz (entrate e andate a destra, lo trovate nelle pubblicazioni del Referat für Ausbildung und Sport) oppure sul sito della città di Monaco in versione pdf.

Scarica il programma Ottobre 2012 - Luglio 2013 in pdf

Tutte le informazioni (in tedesco) le trovate nel programma o sul sito www.sport-muenchen.de.

Qualche informazione utile: le palestre hanno degli spogliatoi (non tutti con docce) ma sono in genere presi d'assalto. Io mi vesto a casa, poi quando arrivo al corso mi cambio giusto le scarpe. La borsa la porto sempre con me perché non ci sono armadietti (almeno nel corso che frequento io), e la doccia la faccio a casa. Tutto sommato per 2,60 € a lezione sono "sacrifici" che faccio volentieri!

Buono sport a tutti!

martedì 5 febbraio 2013

AAA coinquilino cercasi


foto di TCtroi su Flickr
No, questo non è un annuncio, non sto cercando un coinquilino (casomai è il contrario). Questo è un post che parla di annunci.

Chiunque si sia trovato nella situazione snervante di mettersi a cercare una stanza sa che si trova di tutto: prezzi stratosferici, camere lillipuziane, appartamenti "a ca' Giuda" (come si dice dalle mie parti) ossia nel bel mezzo del nulla dove il primo mezzo di trasporto è come minimo a 1 Km, i famigerati Zweck-WG o le Zwischenmiete...

Ci sono gli annunci senza foto ma pieni di belle descrizioni del tipo "Das zu vermietenden Zimmer ist klein (7 qm) aber gemütlich" e poi ci sono quelli con le foto che la maggior parte delle volte pensi che anche se non le caricavano era lo stesso perché A) sono state scattate con poca luce o con inquadrature del piffero e non riesci a vedere niente, B) ci sono le foto di tutto l'appartamento, persino della lettiera del gatto, ma non della stanza in questione, C) la stanza in questione è in un casino totale come se fosse appena esploso l'armadio. In un caso mi è capitato di trovare foto scattate con Instagram, che facevano vedere dei dettagli della camera con l'effetto ToyCam e la cornice in stile polaroid, per fare scena.

La parte più divertente degli annunci sono però le descrizioni: c'è chi scrive due righe striminzite e chi un papiro, ma le vere chicche sono le cosiddette richieste particolari, e giuro sul Santo Leberkäs che non me le sono inventate!!!


Cerco una coinquilina di ampie vedute, che sia pronta a provare nuove esperienze e che abbia, come me, una relazione aperta con il proprio partner.


Affitto stanza nel mio appartamento a 100 euro al mese a ragazza che me la dia almeno due volte alla settimana. Non vi preoccupate: sono giovane, in forma, sano. (giuro che c'era scritto proprio così!)


Affitto stanza a prezzo ridotto a ragazza che si occupi obbligatoriamente della pulizia della casa. (in pratica cercano una colf)


Un prerequisito per la futura coinquilina è amare i gatti e diventare la Mamma-Gatto quando io sono via.


Nel nostro appartamento abbiamo trasformato una camera da letto in una sauna, quindi si dorme in comune. Naturalmente non devi avere nessun problema con il nudo.


Quando si dice che trovare una stanza a Monaco è un inferno...


PS: per rendervi conto degli annunci che si trovano in rete leggete pure WG gesucht: Die schrägsten Wohnungsanzeigen.

domenica 20 gennaio 2013

A volte ritornano

Tornare a casa è strano. Intendo la mia “casa” in Italia.

Mi sento come se mi fossi svegliata da un sogno, come se fossi stata risucchiata in una dimensione parallela e improvvisamente sia ritornata alla mia vecchia vita. Entrare in camera e vedere tutte le mie cose, i miei libri, i miei appunti dell'università allineati in ordine nella libreria, la mie scatole piene di gomitoli di lana, le foto... totalmente destabilizzante.

Gli amici poi... ci sono quelli che non vedono l'ora di vederti, di riabbracciarti, di sentire “dal vivo” e per la milionesima volta i racconti delle tue (dis)avventure in Germania, e poi ci sono quelli che ti scrivono “Ciaooooo, quando ci vediamo????” e poi non si fanno vedere né sentire, nonostante tu gli abbia detto che non hai assolutamente niente da fare, e poi ci sono quelli che se ne sbattono altamente e anzi, ti squadrano dall'alto in basso con un'aria di superiorità come se il tuo ritorno fosse un fattore di disturbo.

Per citare Erika, "i confini della vostra città sono i confini del mondo: chi li oltrepassa, è come se avesse cambiato pianeta". Mi dispiace ammettere che, purtroppo, è così. Mi sento come se le persone mi stessero punendo per aver deciso di “abbandonarli” per cominciare una nuova vita all'estero. Devo fare i conti col fatto di aver perso qualcuno lungo la strada che divide la mia cittadina romagnola da Monaco. Tutto questo fa male, ma con un pizzico di cinismo cerco di auto-convincermi che dopotutto se sono bastati questi 7 mesi di lontananza per troncare così un'amicizia, allora forse non ne vale la pena. Un vero amico si comporta come se non te ne fossi mai andato.


I buoni amici ti danno consigli e parole sagge... i veri amici irrompono a casa tua
senza preavviso con vodka, cioccolata, brillantini, nastro adesivo, tutine nere ed esplosivo!

E gli amici tedeschi???

Attenzione a usare il termine giusto, perchè qui prima di fregiarsi del titolo di "Freund" ne dovrà passare di acqua sotto i ponti (e stiamo parlando di Freund(in) = amico/a e non Freund(in) = ragazzo/a)... sarete al massimo un Bekannte, un Mitarbeiter o un Mitbewohner. Se non siete andati all'asilo insieme o condiviso gioie e dolori all'università dovete proprio sudarvela l'iscrizione al club degli eletti. Anche in questo i tedeschi sono rigidi e si meravigliano di fronte alla filosofia tutta italiana del volemose bene.

Ma in Germania non ci sono solo i tedeschi: ci sono anche gli italiani, che ho conosciuto per caso e con i quali ho stabilito dei rapporti di amicizia che, nonostante l'apparente "superficialità", sono più saldi e a volte più veri e sinceri di quelli avuti in tanti anni in Italia.

Sono quegli amici con cui ti trovi per andare allo Jakobidult, o sulle rive dell'Isar a chiacchierare dei problemi della quotidianità (e rimangono scandalizzati alla vista di un vecchio che si denuda davanti a te per farsi il bagno nel fiume), o con i quali vai a fare il brunch domenicale al Café Luitpold (nevvero Messer Torquitax?).
Sono quegli amici che ti aiutano a fare un trasloco, che saltano con te sul materasso e cercano di arrotolarlo, che vengono con te ai vari Knit Café e imparano a fare la maglia perchè li hai convinti che è divertente, che fanno i macaroon alle dieci di sera con procedimenti tutt'altro che ortodossi e aspettano seduti davanti al forno con te che siano pronti.
Sono quegli amici con cui fai i discorsi più stupidi della storia, con cui canti e balli, con cui fai un giro a mezzanotte con -10°C nel quartiere turco di Monaco a guardare le vetrine di abiti da sera kitsch, bazar con le immagini oleografiche dei santi, strani aggeggi e pentolame vario.
Sono quegli amici che vengono con te a fare l'aperitivo, a bere birra o tequila perchè hai avuto una settimana di merda e ti vogliono ricordare che è Feierabend e che i problemi possono aspettare a domani.
Sono quegli amici che anche se ti conoscono da poco tempo hanno già capito come sei e ti ricordano quanto vali e di cosa sei capace, e che dopo ogni temporale c'è sempre un arcobaleno.

Sono quelle amicizie che nascono perchè devono nascere, perchè non c'è bisogno di tante parole quando si è passati per la stessa strada, affrontato le stesse difficoltà e le goduto delle stesse gioie. Basta dirsi poche parole per attivare un universo di discorsi e sensazioni. Questa è una delle cose belle del vivere all'estero.

giovedì 17 gennaio 2013

La filosofia della boxe

Ho imparato che la vita è come un incontro di boxe: vada come vada, un paio di cazzotti dritti in faccia te li prendi lo stesso. Non puoi mai abbassare la guardia. Mai. Te ne rimani lì intontito in attesa del prossimo pugno (e sai che arriverà!) e poi SBAM!, cadi a terra e l'arbitro inizia a contare fino a 10. In quel momento devi decidere se startene lì per terra a piangere e crogiolarti nei cori di pietà, della serie "poverina, mi dispiace, che sfiga!", oppure raccogliere le energie e rialzarti, sapendo che ti aspettano altri pugni ma con la consapevolezza che almeno qualche gancio, forse, riuscirai a schivarlo.

Perchè questo post filosofeggiante?

Nel giro di poco meno di 24 ore mi sono ritrovata a perdere casa e lavoro. Una botta pazzesca. Sarà ancora la maledizione dei Maya, certo che iniziare il 2013 così mi fa pensare che 1) la mia vita aveva bisogno di un cambiamento radicale, e 2) dopo una sfiga del genere le cose non possono che migliorare.

E allora mi rialzerò, mi aggiusterò il paradenti e continuerò a lottare. Il resto lo lascio come sempre al Karma, che non mi delude mai.

L'avventura continua...