sabato 15 giugno 2013

Post velenoso

da The Official Grumpy Cat
Ormai l'avrete capito che sono una grande fan di Grumpy Cat!

Questo post è volutamente velenoso, cattivo, non politicamente corretto. Ma è il mio blog e io ci scrivo quello che mi passa per la testa. Quindi se siete delicati di stomaco o non vi piacciono le critiche gratuite, passate a una lettura più allegra.

Questo è proprio un periodo di m***a. Penso che tutto sia iniziato ad agosto dell'anno scorso, quando è iniziato lo sfruttamento vero al lavoro e quando è arrivata la mia nuova coinquilina e gli equilibri del WG si sono disintegrati.

Ho già scritto che nel giro di 12 mesi ho fato la bellezza di 5 traslochi e mi aspetta il 6 fra poco meno di due settimane... ebbene, signore e signori, la sottoscritta è sull'orlo di una crisi di nervi, di un Burn Out come gli piace dire qua in Germania usando una parola figa inglese, più breve e più bella di Nervenzusammenbruch.

Non ne posso più.

Non ne posso più di vedere gente che col minimo sforzo trova casa, arrivati freschi freschi in Germania, magari senza sapere una parola di tedeco, mentre io è un anno che mi sto facendo il mazzo e devo convivere con gli scatoloni da trasloco ogni 1-2 mesi.

Sto iniziando a provare un sentimento di avversione, a tratti paragonabile all'odio, verso i tedeschi: all'apparenza tutti gentili, carini, poi quando avvertono che tu hai bisogno e che sei davvero disperata spariscono, si dileguano, addirittura ti cancellano da Facebook, non sia mai che ti venga in mente di disturbare la loro privacy scrivendo "aiuto" sulla loro bacheca. Alla faccia del "ich sag dir Bescheid". Anche alle richieste di aiuto dirette, della serie "puoi chiedere ai tuoi amici se qualcuno cerca una coinquilina? Sono letteralmente disperata, fra due settimane sono in mezzo a una strada" rimangono impassibili, come se avessero paura di venire in qualche modo contaminati dal mio periodo di sfiga nera.

Non ne posso più della falsità sul luogo di lavoro, perché se ti sto sulle balle per un motivo a me sconosciuto (dato che ho iniziato 2 mesi fa e non penso di aver già fatto qualcosa per farmi odiare) non ho bisogno che tu venga da me a lamentarti che la tua casa è troppo piccola, o che vorresti arredarla meglio e sentirla tua ma non lo fai perché cerchi qualcosa in centro mentre io rischio davvero di dover andare a dormire sotto un ponte, che vuoi andare a vedere la finale della Champions League ma tutti i locali sono pieni e mi chiedi cosa faccio io e poi scopro che hai prenotato un tavolo all'Hard Rock Café con le altre colleghe e a me non hai detto niente, che ti lamenti con il capo perché a me hanno fatto un contratto diverso dal tuo, o ti lamenti perché sei ingrassata e da oggi inizi una dieta senza carboidrati che fanno male proprio mentre io sto là con i mio piatto di pasta e sono ingrassata non perché mangio carboidrati ma per tutto lo stress che ho... Penso che certe cose siano inevitabili quando si lavora con sole donne, ma per me è lavoro e io me ne sbatto perché, dopotutto, io sono lì per fare quello per cui vengo pagata e non per cercare di entrare nel club delle Best Friends Forever alla Paris Hilton.

Non ne posso più di ragazzi (tedeschi) che dicono "dovremmo uscire insieme" o "non vedo l'ora di rivederti" o "se hai bisogno io ci sono sempre per te" e poi spariscono nel nulla. Possibile che tutti questi disturbati sentimentali me li debba trovare solo io???

E ora so che mi attirerò le critiche di molti, ma io lo scrivo lo stesso: non ne posso più di leggere di Italiani che vogliono trasferirsi in Germania senza sapere una parola di tedesco e senza avere la minima idea di come funzioni la vita qui, quando io mi sono fatta il mazzo a studiare il tedesco e sto lottando con le unghie e con i denti per poter avere una vita dignitosa qui. L'ho già detto, lo ripeto e lo ripeterò fino all'esaurimento che la Germania non è il paese dei balocchi, dove arrivi e trovi la pappa pronta. Purtroppo se io ho difficoltà qui in Germania (e parlo la loro lingua e conosco la loro cultura) è anche per colpa dei soliti stereotipi sull'italiano medio, che cerca di fare il furbo, che non parla la lingua, che fa casino e non è per niente una persona affidabile. Io non voglio scoraggiare nessuno, ma scappare dall'Italia deve essere una scelta consapevole, ponderata, perché se venite qua in Germania solo per farvi una "vacanza" e sperare di tirare a campare senza sapere una parola di tedesco e soprattutto senza la voglia di volerlo imparare, allora non avete capito niente. Qua "l'arte di arrangiarsi" funziona fino a un certo punto, le furbate le fate in Italia, che se è ridotta così male è per colpa di tutti quelli che pensano di essere più furbi degli altri.

Non ne posso più di girare per WG e appartamenti e venire sempre scartata. Non capisco perché. Ho regolare contratto di lavoro, ho il mio reddito regolare e fisso tutti i mesi, ho una bella lettera di referenze del mio attuale Vermieter che tesse le mie lodi di brava personcina, ma niente. Capita spesso che mi chiamano o scrivono il giorno dopo per dirmi che hanno già dato via l'appartamento o la stanza. Io allora davvero non capisco dove sia il problema. Forse è perché sono straniera? Forse è perché guadagno troppo poco rispetto ai tedeschi che possono vantare un posto da BMW, Siemens, e altri colossi??? Dopotutto io rispecchio le caratteristiche dell'affittuario perfetto: niente bambini, niente fidanzato, niente animali domestici e niente strumenti musicali, niente casino la sera. Praticamente un robot senza sentimenti.

E per concludere, non ne posso più di quelle persone che, non sapendo un'accidenti di cosa sia la vita a Monaco, mi dicono che è impossibile che non abbia ancora trovato un appartamento, che i prezzi non possono essere così alti e la concorrenza così accanita, e che mi dicono che forse non ho cercato ovunque/abbastanza, o peggio: "se è così difficile, torna in Italia". IO IN ITALIA NON CI TORNO. Qui ho un lavoro, ho delle prospettive di vita, posso girare la sera senza la paura di essere aggredita o stuprata, posso andare ovunque senza aver bisogno della macchina, c'è sempre qualcosa di nuovo da poter fare e non c'è la mentalità di paesino di provincia da cui sono scappata a gambe levate.

Io non so cosa devo fare di più.
Posso solo continuare a rimanere in piedi e aspettare che la tempesta si calmi.

Pregate per me.

domenica 2 giugno 2013

Müniversario, ovvero cronaca di un anno a Monaco

Il 21 maggio 2012 sono arrivata con la mia valigia azzurra piena di sogni e speranze alla stazione di München Ostbahnhof. Ho percorso a piedi quei 700 metri che mi separavano dalla prima stanza in subafitto nel französisches Viertel (il quartiere francese) con il cuore che sembrava dovesse esplodere. Ricordo che quando ho messo piede fuori dalla stazione splendeva il sole e, nonostante ancora la paura e i mille dubbi sulla mia scelta, ho accolto con ottimismo le nuove sfide.

Nel giro di due settimane sono riuscita a trovare un WG, poi ho iniziato a lavorare e così ho iniziato a muovere i primi passi nella capitale bavarese.

A distanza di un anno ho fatto un bilancio della mia esperienza e, forse a causa della difficile situazione in cui mi trovo ora, devo ammettere che il risultato è un misto di esperienze positive e negative.

Spero che questo sia di aiuto a chi pensa o sta già pianificando un trasferimento a Monaco, affinché si rendano conto a cosa vanno incontro.


1. La ricerca di una Bleibe

A un anno dal mio arrivo, ancora non posso dire di aver trovato la mia casa qui a Monaco. Finora ho girato 4 WG con esperienze per la maggior parte negative (coinquilini arroganti, sporchi, maleducati, truffatori), e fra 4 settimane dovrò affrontare il mio 5° trasloco nel giro di 12 mesi. Inutile dire che sto ancora cercando e sono sulla soglia della disperazione. Sono andata a vedere degli appartamenti ma o sono stata scartata o sono fuggita io a gambe levate a causa dell'infimo livello di pulizia e ordine umanamente accettabile. Devo purtroppo ammettere che spesso il fatto di essere italiana mi ha penalizzata perché purtroppo si trovano sempre quelle persone ignoranti e xenofobe che non vogliono affittare agli stranieri.


2. Il lavoro

Ho cominciato la mia avventura lavorativa qui in Germania con l'ennesimo tirocinio sottopagato, per un'azienda italiana. Non sto ad annoiarvi con inutili dettagli, posso solo dire che purtroppo a volte lo sfruttamento viene perpetrato dai propri connazionali, perché questi partono col presupposto che tu, nuovo nel paese, fresco di laurea e con zero conoscenza del mercato del lavoro, abituato allo sfruttamento italiano, ti farai andare bene qualsiasi cosa pur di lavorare e accumulare esperienza.
Dopo aver resistito per 7 lunghi mesi, ci ho dato un taglio e ora lavoro per un'azienda tedesca che mi ha assunta con regolare contratto e mi paga tutti i soziale Angaben, sarebbe a dire assicurazione sanitaria, contributi sociali e pensionistici, ecc. Anche l'ambiente lavorativo è diverso e, nonostante lo stress e le tante ore di straordinario, mi trovo davvero bene perché la ma professionalità viene finalmente riconosciuta.


3. La lingua

Quando sono arrivata a Monaco avevo alle spalle 8 anni di studio di tedesco e 6 mesi di Erasmus, quindi lo scoglio linguistico non è stato particolarmente ostico per me, a parte i moduli burocratici del Finanzamt!
C'è da dire però che sono migliorata ulteriormente, al punto che spesso mi hanno fatto i complimenti per la padronanza della lingua e addirittura mi hanno chiesto se fossi bilingue con uno dei due genitori di madrelingua tedesca. Uno una volta mi ha addirittura detto di rallentare perché parlo troppo velocemente!!! Per una che è diventata gobba sulle grammatiche e ha passato ore a fare esercizi di pronuncia, è proprio un grandissimo complimento! 1000 punti in più per la mia aiutostima!
Non si può mai dire di aver smesso di studiare una lingua, è un apprendimento che dura una vita, e quando si è all'estero ogni giorno si impara qualcosa di nuovo. Sono anche le esperienze negative che ci insegnano qualcosa: io ad esempio ho imparato un forbito vocabolario per le litigate furiose, per i reclami e per i problemi legali.


4. Le amicizie

O forse sarebbe meglio parlare di "conoscenze", perché prima di poter dire di avere degli amici tedeschi ne passa di tempo! Io ho conosciuto davvero tantissime persone vagando da un appartamento all'altro. Con alcune ho troncato nettamente i rapporti non appena finita la convivenza e spero vivamente di non incontrarle mai più in giro per Monaco, altri coinquilini sono spariti (uno addirittura è scappato a Berlino con la mia cauzione, lo Scheißmitbewohner!!!!), con altri ancora sono in contatto e a volte capita di uscire insieme. Ho conosciuto persone all'Oktoberfest, tramite amici di amici, o semplicemente per caso, e alcune sono persone speciali che magari non vedo mai, ma capita che ci mandiamo un messaggino "hey, wie geht's?" e ci raccontiamo le nostre sfighe quotidiane (nessuno però batte le mie...). Non posso ancora dire però di avere degli amici tedeschi. Ho delle carissime amiche italiane (conosciute per caso a Monaco) che non saprei che fare senza di loro, altri italiani ritornati nel Belpaese, oppure amici stranieri come me che hanno lasciato Monaco per andarsene a zonzo per l'Europa e il mondo.
Diciamo che sul punto di vista umano potrebbe andare meglio, quindi ci lavorerò su...


5. La vita in generale a Monaco

Nonostante le difficoltà burocratiche iniziali, una volta ottenuto il tanto agognato contratto di lavoro è stato tutto in discesa. Ho fatto anche la mia prima dichiarazione dei redditi qui in Germania, quindi ormai sono nel sistema.
Monaco è una città carissima, ma la qualità della vita è altrettanto alta: città pulita, mezzi pubblici efficienti (vabbè, ora c'è la Baustelle sulla U6 e posso solo immaginare i casini di chi deve prendere gli Ersatzverkehr), musei stupendi, verde ovunque e, cosa da non sottovalutare, la sicurezza. Per una che viene da una cittadina di provincia, Monaco ha tanto da offrire e c'è sempre qualcosa di nuovo da vedere, da visitare, da fare. Se il tempo lo permettesse sarebbe bello oziare in un Biergarten con un ber Radler ghiacciato facendo chiacchiere con gli amici, ma per il momento la bella stagione tarda a manifestarsi da queste parti...


6. Bilancio finale

In quest'ultimo anno ho affrontato tante prove difficili, e ho dovuto farlo da sola, senza l'appoggio di nessuno (ma davvero nessuno nessuno). Molte persone al posto mio avrebbero gettato la spugna, io non l'ho fatto. Ho stretto i denti e sono andata avanti. Nonostante molte persone pensano che Monaco e la Germania in generale sia il paese dei balocchi, si sbaglia. Qui ti devi fare letteralmente il mazzo se vuoi andare avanti e chiunque la veda come una scappatoia per "vincere facile" è meglio che se ne rimanga a casa sua.

Che dire, un anno pieno di difficoltà ma non sono mancati i bei momenti, i begli incontri, le nuove scoperte, e queste sono le cose per cui vale la pena lottare, ogni giorno, per poter rimanere qui!

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